OGGI: festa
Io?
Volete davvero sapere chi sono io?
Niente di più semplice.
Io sono quello -- vi faccio un esempio, così lo capite al volo, chi sono io -- io sono quello che, quando va alle feste -- di solito alle feste degli altri, degli amici, dei cugini più grandi, dei parenti alla lontana (i migliori... sono sempre i migliori) perchè, da solo, le feste non le ha mai date -- e, in un punto ben preciso della serata (se le feste sono organizzate alla sera, il tutto avviene durante un punto ben preciso della serata, o, altrimenti, se le feste sono organizzare durante il giorno, il tutto avviene durante un punto ben preciso della giornata), quando gran parte delle presentazioni sono state fatte -- e tu hai, quasi (ma solo per un attimo), l'assoluta certezza che i nomi di queste persone, di tutte queste persone che ti hanno, tutte insieme, adocchiate in centinaia di modi diversi, mentre facevi il tuo ingresso nella stanza con il tavolo pieno di tovagliolini -- di solito sono colorati: giallo canarino, rosa pastello, rosa mestruo (!!!) -- stretto le mani, o, meglio, la mano, in un centinaio di modi diversi, e, ancora, baciato sulle guance, nei modi più differenti (quasi quasi, ma sì, dài, ti viene voglia di distinguere, tra i partecipanti alla festa -- lo sai, per una di quelle tue stupide classifiche con cui metti il programma di excel alla prova --, quelli che ti hanno baciato prima sulla guancia sinistra e poi sulla destra e quelli che ti hanno baciato prima sulla guancia destra e poi sulla sinistra e, tanto ci sono sempre, quelli con cui, per un momento d'imbarazzo, sei rimasto sospeso a tu per tu, proprio di fronte, le labbra pericolosamente a pochi centimetri di distanza -- quando capita con i ragazzi! Gente: le feste alle scuole medie! Le migliori figuracce della mia vita... beh, quasi --), tutti i nomi di questa gente, dicevo, sei sicuro, ma solo per un attimo, lo ripeto, che te li ricorderai per tutta la tua vita (devi solo decidere se si tratta di una cosa positiva o negativa, in fin dei conti) e durante questo momento, quando la musica, manco a farlo apposta, si è appena fatta bella forte -- hanno appena messo su un pezzo dei RHCP -- e tutti che ti stanno intorno -- hanno formato, senza saperlo, una specie di semicerchio, e rimarrà l'unica cosa davvero notevole della serata -- parlano e parlano e parlano e ad un certo punto -- la canzone ha appena dato il via al suo assordante ritornello con le chitarre, i giri di basso e la batteria -- e tutte queste persone urlano come ossessi, e iniziano a non capirsi manco se parlassero tutti una lingua diversa, e si ripetono le cose manco fossero diventati dei rincoglioniti tutti in un botto, e allora io, io -- lo capite adesso che tipo sono io -- proprio a questo punto, mi accosto alla manopola del volume dello stereo -- devo ammetterlo: ho un fare un po' buffo, mentre lo faccio (o, forse, posseggo un fare un po' buffo sempre ) e rido, mentre lo faccio, e, poi, ebbene, sì, io lo abbasso, il volume, e mentre lo faccio tutti mi guardano, e mentre lo faccio dico anche Così, magari, se abbassiamo il volume, non siamo costretti ad urlarci, mentre parliamo.
Ecco.
Adesso sapete chi sono io.
Come no.
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