OGGI: quotidiani
Da LaRepubblica
DOMENICA 18 LUGLIO 2004
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Le immense riserve unica risorsa
BOLIVIA AL VOTO
SUL FUTURO DEL GAS
LA PAZ -- Quattro milioni e mezzo di boliviani sono chiamati oggi alle urne per decidere il futuro dell'unica, straordinaria, risorsa del più povero tra i paesi del Sudamerca: il gas naturale. Il presidente, Carlos Mesa, spera di ottenere il consenso popolare (50 percento più uno dei voti) per rinegoziare i contratti con le multinazionali (Total, Mobil, Repsol) che hanno già investito miliardi nei porgetti di commercializzazione. Le opposizioni, in particolare i movimenti legati agli indios quechua e aymara, si abbattono invece per il boicottaggio e chiedono la nazionalizzazione dell'estrazione del gas. Un altro motivo di scontro è il progetto di gasdotto che, per raggiungere Messico e California, deve passare per il Cile, nemico storico della Bolivia.
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"BLOCCATE L'ESUMAZIONE DI
LEOPARDI"
SOS DEL GOVERNATORE
DELLE MARCHE A URBANI
ROMA -- Bloccare l'esumazione di Leopardi: lo chiede in un telegramma al ministro Urbani il presidente delle Marche, D'Ambrosio. A proporre l'esumazione del poeta sono stati un'archeologa tedesca e l'autore Rai Silvano Vinceti, già promotore del recupero dei resti di Matteo Maria Boiardo. Proposta accolta con sfavore dal Centro studi leopardiani e dai discendenti del poeta. Che fra l'altro, morto a Napoli durante un'epidemia di colera, quasi sicuramente non fu sepolto nell'attuale tomba monumentale, ma in una fossa comune. Il soprintendente ai beni Culturali di Napoli smentisce di aver firmato l'autorizzazione, che comunque non è sua competenza.
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"E' VIETATO IMPEDIRE
ALLA MOGLIE DI TRUCCARSI"
ROMA -- Il marito non può impedire alla moglie di esprimere la propria femminilità, vietandole di truccarsi e di vestirsi secondo le sue scelte. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha confermato la condanna per "maltrattamenti" ad un marito triestino, D.C., che vietava alla moglie "di truccarsi, di vestirsi e di pettinarsi secondo il suo gusto". Un comportamento da "padrone" che veniva applicato anche alle pulizie di casa: la consorte, infatti, sotto "ingiurie" veniva obbligata ad affettuare le faccende domestiche secondo quanto deciso dal marito". Stando a quanto stabilito dalla sesta sezione penale della Suprema Corte, un comportamento di questo tipo costituisce una vera e propria forma di "maltrattamento" punibile in sede penale. Il marito triestino è stato condannato a pagare 500 euro alla cassa delle ammende.
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MILANO, RAPINA GIOIELLERIA
E FUGGE CON UN OSTAGGIO
MILANO -- Terrore ieri mattina, nell'affollata strada di Milano consacrata allo shopping e ai saldi: corso Buenos Aires. Un rapinatore solitario, pistola in pugno, ha assaltato una gioielleria e ha ammanettato e derubato l'artefice, un uomo di 40 anni. Poi, inseguito dal negoziante, con le mani bloccate dietro la schiena e con la forza di gridare aiuto, per due volte ha tentato di sparargli addosso in mezzo alla gente, facendo cilecca solo perchè i proiettile erano umidi o vecchi. Infine il bandito è saltato al volo sulla macchina di un idraulico di passaggio e ha costretto l'artigiano, tenuto sotto tiro, ad allontanarsi velocemente dalla zona. L'ostaggio è stato liberato dopo un paio di chilometri, il bandito ha continuato la fuga a piedi ed è riuscito a sottrarsi alle ricerche di polizia e carabinieri. Terrorizzati i testimoni. Una parrucchiera e altre persone, sulla traiettoria del pistolero, si sono rifugiate in un hotel del quartiere. Il gioiellere, che dice di aver rincorso il rapinatore "per istinto", ha capito solo dopo di essere vivo per miracolo.
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Cosa prendeva Proust a colazione? Prima che la sua malattia si aggravasse, due tazze di caffè forte con un po' di latte, servite in una caffettiera d'argento con incise le sue iniziali. Gli piaceva che il caffè fosse ben pigiato nel filtro e che l'acqua passasse goccia a goccia. Mangiava anche un croissant, che la sua cameriera [Céleste Albert, se non sbaglio... Ndfg] andava a prendere in una panetteria dove sapevano proprio come farli croccanti e burrosi, e che egli inzuppava nel caffè mentre dava un'occhiata alla posta e leggeva il giornale.
Le opinioni di Proust sull'argomento erano piuttosto complesse. Per quanto insolito, il tentativo di comprimere i sette volumi di un romanzo [il suo... la recherche. ndfg] in quindici secondi non è nemmeno paragonabile alla concentrazione delle storie che si riscontra nella pagina di un quotidiano. Storie che occuperebbero comodamente venti volumi si vedono ridotte nello spazio striminzito di qualche colonna, in una lotta senza quartiere per attirare l'attenzione del lettore con una moltitudine di drammi che se un tempo potevano essere a forti tinte, ora sono grigi e sbiaditi. Ah, "quell'atto abominevole e voluttoso definito leggere il giornale", scrisse Proust, "grazie al quale tutte le sciagure e i cataclismi dell'universo avvenuti nelle ultime ventiquattr'ore, le battaglie che hanno costato la vita a cinquantamila uomini, i delitti, gli sciperi, i fallimenti, gl'incendi, gli avvelenamenti, i suicidi, i divorzi, le crudeli emozioni dell'uomo politico o dell'attore, trasmutati per nostro uso personale, per noi che non siamo neanche interessati, in un dono mattutino, si associano in modo eccellente, in modo particolarmente eccitante e tonico all'ingestione raccomandata di qualche sorso di caffellatte!"
Perciò, non dovrebbe sorprenderci la facilità con cui il pensiero di un altro sorso di caffè può distrarci dal nostro tentativo di considerare con la necessaria attenzione quelle pagine così fittamente coperte di minuscoli caratteri, e forse adesso anche di briciole. Più un racconto è concentrato, meno ci sembra meritare lo spazio che gli è stato assegnato. Com'è facile immaginare che oggi non sia accaduto assolutamente niente, dimenticare i cinquantamila morti in guerra, sospirare, gettare il giornale da una parte e sentire una leggera ondata di malinconia per la noia della routine quotidiana.
Proust vedeva la questione in una maniera un po' diversa. Un'intera filosofia, non solo di lettura ma di vita, emerge dall'osservazione fugace di Lucien Daudet [amico e amante di Proust. ndgf], quando ci informa che
[Proust] leggeva i giornali con grande attenzione, non trascurava neanche i fatti di cronaca. Un fatto di cronaca raccontato da lui poteva diventare un romanzo a sfondo tragico o comico grazie alla sua immaginazione e alla sua fantasia.
I fatti di cronaca su Le Figaro, il quotidiano che leggeva Proust, non erano per i deboli di cuore. Una certa mattina del maggio del 1914, i lettori sarebbero stati deliziati da alcune delle seguenti notizie:
A Villeurbanne, a un incrocia affollato, un cavallo è saltato nella vettura posteriore di un tram buttando a terra tutti i passeggeri, di cui tre, seriamente feriti, sono stati ricoverati in ospedale.
Mentre mostrava a un amico il funzionamento di una centrale elettrica ad Aube, Marcel Peigny ha messo un dito su un cavo dell'alta tensione restando immediatamente fulminato.
Jules Renard, insegnante, si è suicidato ieri in metropolitana, alla stazione Répubblique, con un colpo di pistola al petto. Renard soffriva di una malattia incurabile.
In che tipo di romanzi tragici o comici si sarebbero trasformate queste notizie? Jules renard? Un insegnante di chimica asmatico e infelicemente sposato, impiegato presso una scuola femminile della Rive Gauche, a cui è stato diagnosticato un tumore al colon: echi di Balzac, Dostoevskij e Zola. Marcel Peigny fulminato? Ucciso mentre voleva impressionare un amico con la sua esperienza in impianti elettrici per incoraggiare un'unione tra suo figlio dal labbro leporino, Serge, e la figlia del suo amico, Mathilde, che non ha nemmeno il busto ortopedico. E il cavallo a Villeurbanne? Una capriola nel tram provocata da nostalgia per una carriera di salto agli ostacoli, o per vendetta contro l'omnibus che aveva di recente ucciso sulla piazza del mercato un suo fratello poi ridotto a bistecche: soggetto adattissimo a un romanzo d'appendice.
(...) E forse molta letteratura e molto teatro si sarebbero rivelati assai meno avvincenti, o addirittura non ci avrebbero detto nulla, se il nostro primo incontro con l'argomento fosse avvenuto a colazione sotto forma di una notizia di cronaca.
Tragica fine di due innamorati veronesi: credendo che la fidanzata fosse morta, un giovane si è tolto la vita. Scoperta la sorte del suo amante, la donna si è uccisa a sua volta.
Russia: Problemi familiari inducono una giovane madre a gettarsi sotto un treno.
Francia: Giovane madre si avvelena con l'arsenico e muore in una cittadina di provincia per problemi familiari.
Ma la grandezza di Shakespeare, Tolstoj e Flaubert è tale che qualunque persona ragionevole non può non pensare che ci sia qualcosa di particolare in Romeo, Anna ed Emma, qualcosa che fa di loro dei personaggi adatti alla grande letteratura o a una rappresentazione al Globe, anche se mescolati con il cavallo che fa le capriole a Villeurbane e al Marcel Peigny morto fulminato a Aube. Da qui l'affermazione di Proust che la grandezza delle opere d'arte non ha niente a che fare con la maggiore o minore originalità del soggetto, ma dipende interamente da come quel soggetto viene trattato. Di conseguenza, tutto è potenzialmente un soggetto adatto per l'arte e possiamo fare scoperte interessati nei Pensieri di Pascla come in una pubblicità per il sapone.
Tratto da:
Alain de Botton
"Come Proust può cambiarvi la vita"
Guanda
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